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Oltre le frontiere – Raccolta fondi e materiale tecnico

1 febbraio alle 20:30 - 25 febbraio alle 0:00

Abbiamo deciso di promuovere una campagna cittadina di raccolta fondi e materiali per portare sostegno e solidarietà a tutti i migranti che cercano di passare il confine Italo-Francese percorrendo i sentieri innevati delle Alpi.
Per questo dal 1 al 25 febbraio saranno attivi punti di raccolta fondi che utilizzeremo per l’acquisto di materiale da montagna presso Chourmo EnoLibreria, Ombre Rosse., Circolo Giovane Italia, Arci Zerbini Parma, Art Lab Occupato e la raccolta di abbigliamento rigorosamente da montagna ( scarponi, zainetti, occhiali da sole, guanti, calze di lana) presso Circolo Giovane Italia, Art Lab Occupato, Ombre Rosse.

Domenica 14 gennaio abbiamo partecipato alla marcia “Pour Briser les Frontières” nelle montagne della Val di Susa attraverso il confine italo-francese.
Dal volantino di lancio: “Abbiamo deciso di chiamarci Brisier le Frontières. Abbattere le frontiere, un obiettivo comune tra chi lotta contro coloro che devastano la natura per movimentare merci e turisti sui treni ad alta velocità, mentre chiudono tutti gli spazi a coloro che non gli rendono il giusto profitto, preparando il terreno di quello che rischiano di far diventare l’ennesimo cimitero a cielo aperto.”
La marcia è partita da Clavière in Piemonte arrivando a Montgenèvre, in territorio francese, e ritorno. Il percorso originario prevedava l’ingresso in Francia attraverso la strada statale, ma questo non è stato possibile a causa del blocco della polizia italiana. Il corteo è così passato per le piste da sci arrivando comunque a Montgenèvre. Al ritorno in Italia è stata occupata la strada impedendo per qualche ora il passaggio di merci e persone.
In centinaia abbiamo attraversato il confine per ribadire che la frontiera non deve ridursi a mero strumento di separazione e selezione.
Durante il percorso abbiamo incontrato un attivista della rete Biser les Frontières che ci ha informati sulla situazione che si è venuta a creare lungo la rotta che va da Bardonecchia a Briancon.
Questa rotta è aperta dal 2016, ovvero da quando è stato reso impossibile il passaggio a Ventimiglia. Le misure di controllo per evitare gli ingressi in territorio francese lungo la costa hanno ottenuto come unico risultato lo spostamento da una rotta relativamente sicura a una molto più pericolosa, che comporta l’attraversamento delle Alpi da parte di persone che non hanno dimestichezza con la montagna e la neve. La stagione, le abbondanti nevicate dell’ultimo mese e il rischio valanghe hanno reso il passaggio sempre più pericoloso.
Una decina di migranti al giorno arrivano, da tutta Italia, in treno a Bardonecchia, comune di partenza di questa nuova rotta.
Il lavoro sul versante italiano è quello di fornire informazioni ed equipaggiamento a chi si appresta a compiere la traversata, trattandosi principalmente di ragazzi di origine africana che arrivano senza gli indumenti adatti per affrontare molte ore di cammino nella neve. Le informazioni vanno dal comunicare le condizioni metereologiche più adatte all’attraversamento alle norme di sicurezza minime per affrontare un percorso di montagna. Mentre, per quanto riguarda l’equipaggiamento, grazie alla solidarietà delle persone vengono distribuiti scarponi, occhiali da sole e indumenti pesanti, per diminuire il rischio di congelamento.
Una volta in marcia i migranti non trovano ostacoli fino al confine francese. Tuttavia, superata la frontiera, devono uscire dai sentieri, inoltrandosi nel bosco, per non farsi identificare dalla polizia francese che quotidianamente riporta a Bardonecchia chi ferma.
In media su quindici persone, solo tre riescono a sfuggire ai controlli e raggiungere i primi comuni d’oltralpe. Qui gli attivisti francesi di briser les frontières, in collaborazione con alcune amministrazioni comunali che hanno messo a disposizione alcuni locali riscaldati, si occupano del primo soccorso.
Gli attivisti e solidali italiani e francesi sono in continuo contatto per monitorare le partenze e gli arrivi, mentre il soccorso alpino presta aiuto a chi si trova in difficoltà lungo la traversata.
Dalle parole dell’attivista di Briser les frontieres emerge la grande solidarietà degli abitati di quelle zone che, a prescindere dall’appartenenza politica, prestano soccorso a chi si trova in difficoltà, a dimostrazione che le leggi e le consuetudini della montagna prevalgono su decreti e ordinanze emanati dalle nostre istituzioni.

Dettagli

Inizio:
1 febbraio alle 20:30
Fine:
25 febbraio alle 0:00

Organizzatore

Art Lab Occupato

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